CONCERT_PROPOSAL.html
PROPOSITIONS_DE_CONCERTS.html
 


  1. Punti elencoERRANDO

    chitarra sola


  1. Punti elencoCORDE MEDITERRANEE

    Duo, Trio , Quartetto


  1. Punti elencoECANES

   Trio chitarra, contrabbasso e      

   percussioni


  1. Punti elencoSERENATA MEDITERRANEA

   chitarra e quartetto d’archi


  1. Punti elencoORCHESTRINA ADRIATICA

    voci,chitarra, percussioni   

   fisarmonica e contrabbasso.


  1. Punti elencoPROGETTI CON ATTORI:

    David Riondino

    Moni Ovadia

    Dario Vergassola

che da quella contemporanea popolare. Nel concerto Seneca fa dialogare la sua chitarra con contrabbasso e percusssioni alla ricerca dell'anima popolare della musica; un contrasto cangiante di stili, citazioni e suggestioni musicali che sintetizzate in un linguaggio  personalissimo.

TRIO ECANES

chitarra, percussioni & contrabbasso

Giovanni Seneca, Francesco Savoretti & Gabriele Pesaresi

Il concerto è interamente basato su composizioni originali di Giovanni  Seneca che confeziona la propria musica con ingredienti ed elementi accuratamente selezionati dai generi musicali  che ama di più: la tarantella, la rumba e la musica dell’est europa. In ogni composizione si aggiungono poi spezie e condimenti musicali provenienti sia dalla tradizione classica

SOLO–Errando

Recital di chitarre



Il concerto:

Questo concerto è un invito all’ascolto delle mie creazioni, piccoli universi scaturiti dalle chitarre che suono ogni giorno, strumenti magici rapiti da luoghi conosciuti che rivendicano la loro appartenenza a popoli e culture diverse e ricordano le sonorità sepolte nella nostra memoria.

Errando è l’effetto dei miei viaggi fisici e onirici e anche dei miei errori.


Le composizioni:

Spesso i suoni sono nell’aria.

Durante ogni viaggio li percepisco, lontani ma familiari.

Le melodie risuonano come nenie dell’infanzia o prepotenti come un profumo.

Indossando gli abiti di un detective del suono lascio il corso principale della città e mi inoltro nel dedalo di viuzze che hanno resistito per secoli alle teorie urbanistiche, mi ritrovo così seduto alla terrazza di un ristorante qualsiasi di fronte al più bel panorama del mondo, distratto dalla quiete e dalla bellezza quei suoni vanno giù tra un boccone e un altro e sembrano non lasciare traccia, dimenticati come il sapore delle pietanze, l’odore delle spezie, il colore dei tramonti.

Altre volte le melodie mettono le ali e i suoni li sorvolo guardando giù: sono sempre lì insieme ai colori e al profumo di spezie esotiche.

I ricordi e gli oggetti che riporto dai viaggi, lontani dal loro contesto   sembrano sbiaditi e fuori posto, ma i suoni che ho percepito restano dentro di me come le molecole dei cibi profumati e cucinati diversamente che ho assaggiato.

Come un’alchimista manipolo le melodie facendo  vibrare le corde del ricordo.

E’ questo il momento in cui comincio a suonare le mie chitarre, per cercare di rievocare quei suoni e quelle sensazioni che ho vissuto e amato. Profumi, suoni e calore allora diventano qualcosa di tangibile.

Giovanni Seneca


strumenti utilizzati:

chitarra flamenca: Jesus Bellido Granada 2005

chitarra battente: Rosalba de Bonis Bisignano (CS)2012

chitarra classica: Ignatio Fleta  Barcelona 1971

CORDE MEDITERRANEE

DUO: giovanni seneca chitarra classica & battente

gionni di clemente oud,bouzouki, mandolino

TRIO con Anissa Goiuzi voce

QUARTETTO con Gabriele Pesaresi contrabbasso

In questo concerto, dal duo al quartetto, in un continuo vagare e mescolarsi di suggestioni musicali idealmente ispirate al mare e al mediterraneo, si incontrano suoni e colori diversi. Protagoniste sono le corde del mediterraneo che ci guidano in un percorso che fonde la tradizione classica con quella popolare e contemporanea.


  1. Punti elencoPROGETTI CON ATTORI

David Riondino :cibus

divagazioni letterarie conviviali

Accompagnato da

Giovanni Seneca Chitarra

Fabio Battistelli clarinetti


Da qualche anno a questa parte, con lo sviluppo della cultura enogastronomica, si è creato intorno al banchetto, alla cena, alla degustazione, un fiorire di eventi letterari o comunque di animazioni, una rinnovata abitudine al convivio rallegrato da letture e canti. Nell’antichità, i banchetti erano allietati da racconti: in genere racconti brevi, solitamente satirici ed anche qualche secolo dopo, dal Boccaccio, nel suo






Trasponde

Racconti, musiche e canzoni dellarea adriatico-mediterranea

Testi: Pedrag Matvejevic, Paolo Rumiz, Moni Ovadia

Musiche originali e arrangiamenti : Giovanni Seneca

Moni Ovadia voce

Orchestrina adriatica





Il Mare Adriatico torna a essere un ponte tra le sue sponde, a collegare mondi un tempo strettamente legati e che continuano a mantenersi in contatto, grazie a quanti credono alla cultura come strumento di comunicazione per il dialogo tra i popoli. Trasponde è uno spettacolo basato sull’intreccio di racconti e brani popolari dell’area adriatico-mediterranea e composizioni originali di Giovanni Seneca, in un intrigante equilibrio tra colto e popolare, tra classicismo e modernità. I canti presentano elementi nelle lingue locali: bulgaro, serbo, greco, ladino, turco e vari dialetti italiani. Si tratta dunque di un repertorio plurilingue, in cui talora una stessa melodia accompagna testi in lingue diverse, talora una stessa canzone si compone di strofe in varie parlate. Un esempio è la canzone Uskudara o Tsura, che può essere l’emblema di questo spettacolo: probabilmente appartenente al repertorio sefardita, si conserva in numerose varianti linguistiche accompagnate dalla stessa melodia, come spesso succede nella tradizione folklorica. Ogni comunità nazionale ne rivendica la creazione originaria. Nella versione bulgara, macedone e serba è un canto d'amore che parla di una bellissima donna oggetto di desiderio universale; versione bosniaca accompagnava i giovani in partenza per la guerra; la versione in giudeo-spagnola è una classica "serenata" dell'innamorato inquieto davanti alla porta chiusa dell'amata; sui monti di Strangia, in Bulgaria, il canto è stato assunto come inno patriottico della lotta contro i turchi. Del canto esiste una versione in più idiomi, in cui si succedono nella stessa strofa termini turchi, italiani, francesi, inglesi e arabi. Anche le partiture illustrano la ricchezza delle tradizioni musicali, composte da tratti bizantini, ottomani, slavi e greci, in cui il repertorio musicale balcanico si intreccia a tendenze della musica occidentale europea. Anche nelle composizioni di Seneca troviamo riferimenti e citazioni che provengono da diverse aree geografiche e musicali: dai Balcani al Sud Italia, dalla musica barocca alle danze mitteleuropee. Di particolare interesse l’organico dell’Orchestrina Adriatica, composta da strumenti provenienti da popoli e culture diverse e che ricordano le sonorità sepolte nella memoria: le tre chitarre mediterranee (classica, battente e flamenca), le numerose percussioni(riq, darbuka e i tamburi a cornice), il contrabbasso, la fisarmonica e l’organetto. Gli strumenti assieme alle voci sono i protagonisti di questo percorso estetico e accompagnano l’ascoltatore in un viaggio nel tempo e nelle culture, ricreando un paesaggio sonoro unico e avvolgente.

Giovanni Seneca

&orchestrina adriatica

Giovanni Seneca chitarra flamenca e battente composizioni e arrangiamenti

Francesco Savoretti percussioni mediterranee

Gabriele Pesaresi  contrabbasso

Roberto Lucanero fisarmonica e organetto

Antonella Vento, Alen Abdagic voci

Lo spettacolo è basato sull’intreccio di brani popolari dell’area mediterranea e composizioni originali di Giovanni Seneca, in un intrigante equilibrio tra colto e popolare, tra classicismo e modernità. Sono musiche e canti ispirati alle diverse culture del Mediterraneo e al dialogo tra i popoli: partendo dall’Italia si parte per un viaggio che tocca Spagna, Nord Africa, Grecia e arriva fino ai Balcani. Nello spettacolo s’intrecciano canti d’amore tradizionali che abbracciano l'insieme delle tradizioni mediterranee, con i loro ritmi e le loro diverse lingue e dialetti: ebraico, arabo, ladino, yiddish, napoletano, siciliano, fino ad arrivare ad alcune sevdalinke bosniache, romanze dei sefarditi bosniaci nate principalmente da racconti popolari della tradizione orale. I musicisti proiettano la tradizione in una dimensione internazionale, rivisitando con passione e sensibilità l’eredità musicale tracciata dalle rotte che da secoli collegano Africa, Europa, Vicino Oriente. Le tarante e i saltarelli si uniscono così alle culture del mediterraneo e alle composizioni originali in  un contrasto cangiante di stili, citazioni e suggestioni musicali sintetizzate in un linguaggio personalissimo. In questo percorso si passa dai ritmi balcanici alle melodie italiane, dal flamenco  alle influenze arabo-andaluse, dai canti sefarditi della diaspora ebraica alle esperienze del canto in Sabir, l’antica lingua del Mediterraneo. L’organico dell’Orchestrina Adriatica riflette le multiformi radici delle culture che si intrecciano nello spettacolo: strumenti legati a  popoli e culture diverse, che ricordano sonorità sepolte nella memoria popolare, come le chitarre mediterranee (battente e flamenca), le molte percussioni(riq, darbuka e i tamburi a cornice), il contrabbasso, la fisarmonica e l’organetto. Questi strumenti insieme voci sono i protagonisti di questo percorso estetico, per accompagnare l’ascoltatore in un viaggio nel tempo e nelle culture del mare e delle sue sponde.



Dario Vergassola racconta una storia divertente e malinconica ambientata nella provincia italiana a lui tanto cara. Le vicende hanno luogo nella periferia di La Spezia al bar Pavone, i cui frequentatori "nulla hanno da invidiare al bar di Guerre Stellari" e creano un microcosmo dove si riflettono tutti i pregi e i difetti dell'umanità. Popola il racconto una giostra di personaggi strani, buffi, a volte ridicoli ma anche molto realistici, pieni di paure, piccole e grandi manie, problemi quotidiani ed esistenziali. Come Lucio e Albe, due cassaintegrati che giocano la stessa partita a biliardo da anni senza mai arrivare a una fine, barando di continuo sul punteggio per far durare la partita in eterno; Giulianone che racconta di essere stato rapito dagli Ufo; Gigi il barista, detto anche Gigipidia perché sa non quasi tutto ma proprio tutto; l'ipocondriaco Ansia, detto anche Malattie Imbarazzanti; i tre fratelli Chiappa, orchi buoni che sfruttano i loro muscoli facendo i traslocatori sulle colline dietro le Cinque Terre. E infine Gino, impiegato statale con moglie e figli, protagonista di un avventuroso viaggio che lo porta da La Spezia fino in America, mentre gli amici dal bar seguono e commentano in diretta le sue rocambolesche avventure. Musiche ispirate a queste atmosfere faranno da contrappunto alla lettura, composte da Giovanni Seneca ed eseguite dallo stesso Seneca alla chitarra e da Fabio Battistelli al clarinetto

Dario Vergassola

                in 

La ballata delle acciughe

Testi: Dario Vergassola

tratti dal libro la ballata delle acciughe

Musiche originali: Giovanni Seneca

Voce: Dario Vergassola

Chitarra:Giovanni Seneca

Clarinetti :Fabio Battistelli

Decameron, ci vengono descritte scene analoghe. Di cibo si parla molto anche nelle fiabe (case di marzapane, divoramenti di nonne), insomma, in qualsiasi opera, letteraria o poetica, si trovano continui riferimenti al cibo, descrizioni di banchetti, pagine su certi piatti, per non dire di odi dedicate ad agrumi, carciofi, selvaggina e quant’altro. Un esempio per tutti, Neruda con le sue odi al limone, al carciofo, alla patata. Musiche ispirate al cibo faranno da contrappunto alla lettura composte da Giovanni Seneca ed eseguite dallo stesso Seneca alla chitarra e da Fabio Battistelli al clarinetto. Un viaggio parallelo tra letteratura e musica attraverso il cibo senza dimenticare il buon bere.David Riondino con la sua verve e ironia imbastirà la serata declamando i versi più belli di Poeti e Scrittori che hanno dedicato parole al cibo e al vino regalandoci un ora di grande letteratura, i musicisti Seneca e Battistelli con la loro musica raffinata e mirata faranno il resto.

Nelle composizioni originali e negli arrangiamenti presentati troviamo riferimenti e citazioni che provengono

da diverse aree geografiche e musicali Il viaggio nel mediterraneo parte dalle sonorità del sud Italia e passando   per i Balcani, la Grecia, la Turchia eil Maghreb, approda fino alla Spagna. L’utilizzo di diversi tipi di corde come le varie chitarre (classica, battente e flamenca) il bouzouki, l’oud e il mandolino esaltano le sfumature di ogni composizione. Nel programma diversi arrangiamenti di brani celebri con particolare attenzione alla musica e alla cultura italiana.

SERENATA MEDITERRANEA

Steam quartet

Eunice Cangianiello - Violino I

Soichi Ichikawa - Violino II

Gisella Horvat - Viola

Elisa Astrid Pennìca – Violoncello


chitarra solista:Giovanni Seneca



Musiche di

G.Seneca








Il concerto “Serenata mediterranea” nasce nel contesto di un progetto culturale teso a promuovere e valorizzare lo scambio e l’interazione tra musiche e musicisti. Lo strumento mediterraneo per eccellenza la chitarra incontra il quartetto d’archi e propone all’ascolto del pubblico brani con  riferimenti e citazioni che provengono da diverse aree geografiche e musicali: dai balcani al sud italia passando per la grecia, dalla musica barocca a sonorità contemporanee. Il filo conduttore è rappresentato dall’elemento della “popolarità” inteso nella sua accezione più ampia: sia come capacità di comunicazione nei confronti di un pubblico vasto ed eterogeneo, sia come integrazione fra linguaggio colto e linguaggio popolare tradizionale. In “Serenata mediterranea” il classicismo, il folclore e la modernità si incontrano, intrecciandosi a vicenda, in un affascinante itinerario poetico alla ricerca dell’anima popolare della musica, fra cangianti contrasti di stili, citazioni, atmosfere e suggestioni differenti.  Il tutto all’interno di una dimensione di brillante leggerezza resa ancor più seducente dal particolare impasto timbrico creato dalla chitarra classica unita agli archi dello Steam Quartet, un quartetto che si trova a proprio agio nella musica e nei linguaggi eclettici. L’utilizzo di diversi tipi di chitarre (classica, battente e flamenca) esalta le sfumature di ogni composizione. Di particolare interesse l’utilizzo della chitarra battente, tipica della tradizione del sud Italia fin dal XIV secolo.Il suono di questo antico strumento è inconfondibile ed è diametralmente opposto a quello delle normali chitarre ed è più simile ad un clavicembalo o un saz. E’ ancora molto usato nella musica tradizionale, ma attraverso le composizioni di Seneca approda a  nuove sonorità che ne esaltano la sua anima antica e popolare al tempo stesso. Un viaggio nel tempo e nelle culture, per ricreare  un paesaggio sonoro unico e avvolgente.